Passa ai contenuti principali

Memento mori

Un'esortazione che mi fa pensare a quando don Juan Matus, il maestro di Castaneda, dice al suo allievo per spiegare chi è lui (don Juan) e quelli come lui, impegnati in un cammino di conoscenza: "noi, a differenza di coloro che vivono come se fossero immortali, viviamo sapendo che dovremo morire e ci comportiamo di conseguenza". Non mi ricordo le parole precise di un personaggio che era molto spiccio nelle sue spiegazioni.
Più che d'accordo sul tempo che occorre a lenire il dolore per la perdita di una persona cara, è un po' (se non del tutto) come piangere noi stessi per la perdita che abbiamo subito. Ma è anche un bel po' (Dall'Illuminismo?) che non siamo più abituati a concepire come più che naturale la cosa più certissima che c'è nella vita di ognuno: la cosiddetta morte. Come direbbe un personaggio che ci allieta su Facebook,: "e chest'è"' e sempre così sarà. MEMENTO MORI si mormora bussando all'alba in certi conventi, sembra che faccia bene alla salute, arrivano ad essere più che ottuagenarii che è una bellezza.
rm
Home page   ARGOMENTI

Commenti

  1. Mi ricordo nel film "Non ci resta che piangere", quando un monaco che passava disse a Troisi: Ricordati che devi morire - e lui rispose :- Mo' me lo segno.
    Ecco, dopo questo post lo farò anch'io.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

’A mal’èvera subbeto cresce!

’A mal’èvera subbeto cresce! La malerba subito cresce. L'erba cattiva infesta orti e prati velocemente, così il male nel mondo. Da I proverbi napoletani a cura di Gianni Polverino, Presidente presso Napoli Centro Storico. Proverbi e Tradizioni Con una metafora rappresentata dalle erbe infestanti, che sono definite anche malerbe, contro le quali combatte l'agricoltore, per preservarne i prodotti coltivati, si raffigura tutto il male che è nel mondo, che sia prodotto da fatti o da persone. All'agricoltore piacerebbe tanto che le messi, i frutti e gli ortaggi che coltiva, crescessero con la stessa facilità delle malerbe, senza lavori di scerbatura e diserbanti, ma purtroppo è il contrario che succede, come il male nel mondo che, rispetto al bene, è spesso più facile che sorga. Riguardo ai malvagi che infestano qualsiasi comunità, fa eco il detto: L'erba cattiva non muore mai, mentre a essere calpestata è quella buona, perché a farne le spese sono le persone ret...

Ricordi dispettosi.

Ricordi del passato, di certe realtà tanto cambiate, col desiderio utopico di riviverne alcune e quello indisponente che ci ostacola nel dimenticarne altre.   Ti vidi e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Parlammo e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Ci unimmo e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Fuggisti e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Provai a dimenticarti, ma niente è cambiato e tutto è restato come prima, in un ricordo che non riesco a cancellare e il mondo non è come vorrei che fosse, tornando ad essere quello che era prima. rm Home page    ARGOMENTI

’O ttuósseco manco ’e súrece ’o vvònno

Il veleno neanche i topi lo vogliono. Le cose brutte e cattive sono evitate da tutti. Da I proverbi napoletani a cura di Gianni Polverino, Presidente presso Napoli Centro Storico. Proverbi e Tradizioni Si presenta il proverbio, con una constatazione più che ovvia, su quanto tutti vorremmo riuscire ad evitare le tragedie che ci avvelenano la vita. Sembra che la sorte scelga a caso i fortunati a cui si mostra buona e caritatevole e i disgraziati a cui assegna afflizioni e sofferenze, con i primi che magari si lamentano delle più banali traversie, perché non hanno conosciuto il peggio e i secondi, tra chi è annientato dalle pene alle quali è sottoposto e vi si arrende, e chi ha la forza di reagire alle tribolazioni, uscendone temprato, con una forza d'animo che lo fa sembrare addirittura invulnerabile, come leggiamo in un'allocuzione del poeta, pittore e aforista libanese naturalizzato statunitense Khalil Gibran: “Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza....