Passa ai contenuti principali

Memento mori

Un'esortazione che mi fa pensare a quando don Juan Matus, il maestro di Castaneda, dice al suo allievo per spiegare chi è lui (don Juan) e quelli come lui, impegnati in un cammino di conoscenza: "noi, a differenza di coloro che vivono come se fossero immortali, viviamo sapendo che dovremo morire e ci comportiamo di conseguenza". Non mi ricordo le parole precise di un personaggio che era molto spiccio nelle sue spiegazioni.
Più che d'accordo sul tempo che occorre a lenire il dolore per la perdita di una persona cara, è un po' (se non del tutto) come piangere noi stessi per la perdita che abbiamo subito. Ma è anche un bel po' (Dall'Illuminismo?) che non siamo più abituati a concepire come più che naturale la cosa più certissima che c'è nella vita di ognuno: la cosiddetta morte. Come direbbe un personaggio che ci allieta su Facebook,: "e chest'è"' e sempre così sarà. MEMENTO MORI si mormora bussando all'alba in certi conventi, sembra che faccia bene alla salute, arrivano ad essere più che ottuagenarii che è una bellezza.
rm
Home page   ARGOMENTI

Commenti

  1. Mi ricordo nel film "Non ci resta che piangere", quando un monaco che passava disse a Troisi: Ricordati che devi morire - e lui rispose :- Mo' me lo segno.
    Ecco, dopo questo post lo farò anch'io.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Il mondo è il monastero dell'uomo saggio

Il mondo è il monastero dell'uomo saggio e la vita è il suo maestro. Un eremo, un posto sperduto nel quale rifugiarsi, lontani da qualsiasi fastidio e sofferenza morale. Può rappresentare uno di quei sogni nel cassetto, che nemmeno ci si illude che possano realizzarsi, restando un castello in aria, nel quale ci si rifugia, per trovare la forza di sopportare la realtà, quando diventa troppo pesante. Per la maggior parte, resta l'unica realtà conosciuta, ma qualcuno, a poco a poco, si rende conto che l'eremo tanto sospirato ce l'ha sempre avuto davanti e non deve far altro che entrarci, anzi, non ha fatto in tempo a realizzarlo, che già ci si trova dentro e lì vi incontra il maestro che, per tutta la sua esistenza e fino a quel momento, ha ritenuto che non fosse altro che la sua vita e non l'insegnante che tanto desiderava. rm Home page    ARGOMENTI

19 Marzo 2023 - Beato Andrea Gallerani

19 MARZO 2023 - BEATO ANDREA GALLERANI Oggi - 19 marzo 2023 - essendo la IV domenica “Laetare” (verbo latino che significa letteralmente “Rallegrati”) del tempo di Quaresima, alla luce del Calendario Liturgico Generale, non si celebra la solennità di San Giuseppe sposo della Beata Vergine Maria, normalmente celebrata in questo giorno, trasferita a domani lunedì 20 marzo. L'espressione “domenica Laetare”, deriva dallo incipit (inizio) dell'introito nella messa odierna, che, in latino, inizia con “Laetare Jerusalem” (che significa “Rallégrati, Gerusalemme”). La Chiesa, infatti, nel mezzo del duro cammino quaresimale, con questa particolare domenica vuole sostenere i fedeli e ravvivarne la speranza e la gioia per la Pasqua che si avvicina. In questo giorno sospende le tristezze della Quaresima: i canti della messa non parlano che di gioia e di consolazione, si fa risentire l’organo, rimasto muto nelle tre domeniche precedenti e si sostituiscono i paramenti viola con quelli r...

23 Aprile 2023 - San Giorgio martire

23 APRILE 2023 - SAN GIORGIO Oggi - 23 aprile 2023 - III domenica di Pasqua, Pasqua settimanale che ha la precedenza sulle altre celebrazioni, la Chiesa ricorda San Giorgio, martire. Di Georgius (Giorgio), questo il suo nome in latino, ad eccezione del martirio si hanno pochissime notizie, provenienti per lo più dal “Passio Georgii” (“Passione di Giorgio”), ampliato nel corso dei secoli e che il “Decretum Gelasianum” (“Decreto Gelasiano”) del 496 classifica tra le opere apocrife. Alla luce di questo, si può desumere che Giorgio nacque attorno alla seconda metà del 200, nella Provincia Imperiale Romana di Cappadocia (oggi nella parte centrale della Turchia asiatica), dai genitori Geronzio, di origine persiana, e Policronia, cappadoce, probabilmente entrambi cristiani. Ebbe un’eccellente educazione, che gli aprì le strade verso le più alte cariche pubbliche, ma lui, a un certo punto, decise di intraprendere la carriera militare e si arruolò, venendo destinato a un reparto di stanza...