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Visualizzazione dei post con l'etichetta Riflessi di pensiero

Vivere in una comunità, con le norme da osservare

Vivere in una comunità, con le norme ordinarie e straordinarie che si dovrebbero osservare. Siamo il risultato delle scelte che abbiamo fatto, in seguito alle decisioni prese, quando ci è stato possibile, cosa che non sempre è successa per le scelte obbligate che non abbiamo potuto evitare. Ci troviamo in un periodo che ci dimostra quanto le scelte che possiamo fare siano diminuite, un fatto che a molti risulta incomprensibile e, con il loro comportamento, ci dimostrano come le avversità che possono profilarsi, rappresentate da guerre, carestie ed epidemie, hanno sempre un alleato costituito da quegli esseri umani che, invece di cooperare con la comunità, osservando le dovute norme, fanno le scelte sbagliate, diventando un pericolo per sé stessi e per tutti coloro che hanno la disgrazia di vivergli intorno. Non ci resta che armarci di pazienza, in attesa di quel tempo futuro che ci permetterà tutte le scelte che non possiamo fare adesso, non solo per noi stessi, ma per il senso di resp...

La danza delle farfalline bianche

Un giorno vidi 5 o 6 farfalline di quelle semplici piccole e bianche che danzavano su dei fiori di lavanda. Non era uno svolazzare, ma una vera e propria danza e ne restai così rapito da non pensare a correre in casa a prendere lo smartphone per riprenderle. Era una danza che esprimeva gioia e sembrava come se un coreografo gli avesse fatto imparare a memoria i movimenti, così che s'incrociavano con grazia e coordinazione. Lo vidi proprio con i miei occhi e ne rimasi sbalordito e se me lo avessero raccontato, avrei fatto fatica a crederci. Adesso ogni estate, quando fiorisce la lavanda, spero tanto di rivedere un'altra danza di farfalline. Non è più successo, ma io continuo a sperare che succeda. rm Home page    ARGOMENTI  

Non è mai troppo tardi per imparare sempre un po' di più

Smettere di avere voglia d'imparare, significa smettere di aver voglia di vivere. Col tempo che passa, non riusciamo più a fare quello che ci era possibile nella gioventù, ma teniamo sempre conto che la nostra mente è continuamente suscettibile di miglioramento e che, continuando ad esercitarla, migliora non solo l'età mentale che, tenuta costantemente in esercizio, tende a far migliorare anche l'età biologica, al punto di ringiovanirla, rispetto all'età anagrafica e, di conseguenza, fa anche aumentare la prospettiva che abbiamo della vita. Non ci scoraggiamo quindi, perché qualsiasi età anagrafica possiamo avere, se decidiamo che è possibile continuare ad imparare, il possibile diventa probabile, che si trasformerà pian piano in un fatto certo e il tempo ci si concederà senza la parsimonia che concede a chi si arrende. rm #viverecome Home page    ARGOMENTI  

Le delusioni accolte come ottime lezioni e anche come auto terapia

Ecco un proverbio che devo far brevettare: Una congrua quantità di delusioni, può costituire un'ottima panacea per chi indulge continuamente in illusioni, tanto che se ne sopravvive, può guarirne, e se succede la chiamerà esperienza. E dico può, perché se il comprendonio non l'assiste, darà sempre la colpa a qualcos'altro, che siano poi persone o circostanze, predisponendosi, come già con i trascorsi, ad un futuro di deprimenti recriminazioni. rm Home page    ARGOMENTI

Il merlo

Da qualche giorno, in ore antelucane, il merlo (sempre lo stesso?) mi annuncia il levarsi del giorno e che la primavera si avvicina. Quando uscivo per andare al lavoro, sembrava che mi invitasse a restare, col suo canto, per attendere insieme l'alba, che con i primi bagliori si annunciava, rendendomi difficile l'andarmene e non sentire più il suo elaborato fischio melodioso. A casa da mia moglie, raccoglievano qualsiasi bestiolina in difficoltà, merli, passeri, rondini che mia suocera imboccava ogni giorno, con una pazienza che mi meravigliava. Le rondini si cibano degli insetti che catturano durante il volo e se non possono volare e non vengono imboccate, muoiono di fame. Un merlo e una passerotta ci seguirono nella nostra prima casa. Al merlo, che avevo chiamato Joe Condor, ero riuscito a far fischiare le prime note di "La donna è mobile". Era versatile, nel suo fischiante repertorio, rifaceva il miagolio dei gatti e il rumore delle serrande, quando divagava dalle m...

La meravigliosa bellezza delle piccole cose.

  La meravigliosa bellezza delle piccole cose.  Le piccole cose alle quali spesso, troppo spesso, non facciamo caso. Il sorgere dell'alba, il canto di un merlo che la saluta, l'alba, ancora prima che sorga il sole.  Il coro che segue, con i diversi cinguettii degli uccelli, un lumacone che si fa una scorpacciata con i croccantini dei gatti e il gatto che, tutte le mattine viene a fare colazione, che a casa sua ha tutto, ma gli manca la compagnia.  Appresso ad una persona del vicinato che passa ingrugnata, eccone un'altra che non conosci e che ti saluta con un bellissimo sorriso. Una lucertola che sembra uscita a guardarti, che si sta semplicemente godendo il sole.  I fiori, quelli che la sera sembrano addormentarsi, chiudendo i petali che riaprono ai primi raggi del sole.  Una miriade di piccole cose, a seconda di quello che siamo abituati a notare, che ci donano giornate meravigliose.  Giornate il cui epilogo e' costituito da tramonti che ti fanno res...

Molta gente è proprio così

Quando incontriamo qualcuno che passa il tempo a blaterare frasi del genere, prendiamolo con tutto il beneficio d'inventario che merita, perché spesso è peggiore della gente che critica, non facendo altro che proiettare negli altri il male che ha dentro di sé. Dal mondo che vediamo, a tutte le persone che frequentiamo, tutto è filtrato dalla nostra mente e. a seconda di quanto l'atteggiamento che abbiamo verso la vita, sia positivo o negativo, così diventa il mondo in cui viviamo e la gente che vive intorno a noi. Se non ci piacciono l'ambiente e le persone con cui viviamo, non ci resta che cambiare il modo di vederli e se tale visuale migliorerà, significherà che siamo riusciti a migliorare noi, in un esercizio mai da trascurare. rm Home page    ARGOMENTI

Un'indagine che non ha mai fine

Gazzetta filosofica 21 Ottobre 2019 « La filosofia è forse diversa dalla medicina, nel suo prevenire le malattie provocate da errori di giudizio? Questi mali feriscono l’anima fino ad alterarla, snaturarla, renderla definitivamente viziata. Si può morire di idee false, ci si ammala di opinioni sciocche. Il corpo sopravvive, la pelle tiene, ma l’anima è definitivamente guasta. La terapia è sempre la stessa: l’indagine. Soppesare le ragioni, interrogarsi mettendo in discussione l’altro, interrogarlo per mettere in questione se stessi, impegnarsi dunque a giudicare bene. » Frédéric Gros, “Disobbedire” ---------------------------------------------------------------------------------------- Un'indagine che non ha mai fine, perché la risoluzione non è mai definitiva. Qui si parla di anima, a me viene di più intelletto e un carattere di fondo che permette di essere più o meno aperti e più prudenti o meno nell'accettare quello che apprendiamo da qualsiasi fonte. Certo è ch...

Chi trova la sua stella

  "Mi domando se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua..." (Il piccolo Principe)   Chi trova la sua stella è perché essa e' scesa per farsi trovare. Chi l'ha trovata, una stella, si chiede come sia stato possibile vivere, prima di averla trovata. Chi ha avuto tale fortuna, deve essere molto accorto per non farla tornare nel firmamento. Perché può capitare una volta e poi mai più. Con le stelle succede. rm Home page    ARGOMENTI  

Un altro giorno ed il sipario che si è alzato

CARPE DIEM Un altro giorno ed il sipario che si è alzato per una nuova recita, nello spettacolo della vita dove siamo stati e continuiamo ad essere, a seconda della prospettiva da cui guardiamo, protagonisti, comprimari, generici o semplici comparse. Quella del ruolo che ricopriamo varia non solo per le attività che svolgiamo di nostra iniziativa o per l'intervento altrui, ma per il bisogno d'attenzione che desideriamo dal prossimo e di quella che gli altri esigono da noi. Il bravo attore immedesimato nella parte, nemmeno fa caso se la platea è piena o se ci sia un solo spettatore e recita al meglio di sé stesso, senza aspettarsi applausi a scena aperta o a fine recita. Farà poi una o più uscite, da solo o insieme agli altri attori, anche se nel teatro ci sarà un silenzio di tomba o, ancora peggio, fischi, improperi e magari qualche ortaggio. Ben vengano gli applausi, altrimenti ce li ha dentro sé stesso. Cerchiamo di rendere la giornata speciale e fuori del normale, recitando ...

Riflessioni sull'identità

  IO: Tutti iniziamo a vivere pensando a noi stessi e presentandoci con tale pronome. Per alcuni resta l'unica identificazione che conosceranno e useranno per tutta la vita, per scelta, sfortuna, incapacità di altre soluzioni, se non addirittura capacità di bastare a sé stessi, senza il bisogno di identificarsi in qualsiasi manifestazione di collettività sociale. NOI: Una parola che prima o poi si affaccia con varie sfumature, in ambito famigliare, nel condominio, nel quartiere, nel bisogno di sentirsi parte di qualcosa, che sia la tifoseria di una squadra di calcio, il paese d'appartenenza, il luogo di lavoro. A volte, semplicemente formale, poco sentita, indotta dalle circostanze e dalle abitudini d'espressione, ma che a volte via via si rafforza, anche se non sempre. Un'identificazione che può assumere un significato che trascende qualsiasi esempio menzionato. NOI: Quando la sentiamo fin dall'inizio come condizione essenziale e niente è più naturale di tale prono...

Ti amo, non per chi sei, ma per chi sono io

Ti amo, non per chi sei, ma per chi sono io, quando sono con te. Un sentimento che sorge più che spontaneo. Qui, si parla d'amore, ma a prescindere da tale sentimento, che condiziona in modo particolare un rapporto, quando si prova piacere a frequentare una persona, cambia il nostro stato d'animo, al punto che potremmo elencare una lista di personalità differenti che assumiamo, a seconda delle persone che frequentiamo. Un fenomeno che non succede solo nei rapporti reali, nei quali c'è uno scambio verbale accompagnato dalla gestualità, dalla mimica, dagli sguardi, ma anche nell'asetticità dei testi scritti in un social, che certo non forniscono lo stesso appagamento di un rapporto reale, ma permettono a chi è costretto a vivere isolato, per qualsiasi ragione, di poter avere un interscambio di opinioni con il prossimo, che gli rendono la solitudine meno opprimente, permettendogli di distrarsi e sentirsi meno solo. rm Home page    ARGOMENTI

Se qualcuno è sgarbato con te

Una qualsiasi controversia con una persona che riteniamo di conoscere e di trovarci con lei in buoni rapporti, con l'ostilità e lo sgarbo che inaspettatamente manifesta nei nostri confronti, ci sta semplicemente spiegando chi è effettivamente, rispetto a quella che ci figuravamo, e il comportamento che fino ad allora era riuscito a tenere, non era che una sottile patina sui suoi veri sentimenti, che è bastato poco per far sciogliere come neve al sole, al primo disaccordo che si è verificato. Non ci resta che accogliere la situazione, che ci rende delusi e addolorati, per come si è svelata la persona, come un'ottima occasione, che ci ha fatto capire con chi abbiamo a che fare, e ringraziare il cielo poi che sia successo, dandoci modo di sapercene guardare. Come si dice, meglio tardi che mai, ripensando ai tanti con i quali ci siamo accompagnati e con i quali spesso ce n'è voluto, prima che ci accorgessimo che l'attenzione e il tempo che gli dedicavamo, non ...

La responsabilità nel fare e nel non fare

Il Sorriso Interiore Questa affermazione riflette un principio profondo che si trova sia nella filosofia morale occidentale che in quella orientale, inclusa la saggezza del Taoismo. La frase sottolinea l'importanza delle azioni che scegliamo di compiere, così come di quelle che decidiamo di evitare, implicando una responsabilità etica e spirituale che va oltre il semplice agire. Nel Taoismo, il concetto di responsabilità non è limitato agli atti che compiamo, ma include anche le nostre omissioni, le azioni che scegliamo di non intraprendere. Questa visione olistica riconosce che talvolta l'inazione può avere conseguenze tanto profonde quanto l'azione. Per esempio, non intervenire quando si assiste a un'ingiustizia può essere tanto impattante quanto compiere un atto di ingiustizia stessi. ------------------------------------------------------------------------------------------ Che l'inazione possa avere conseguenze tanto profonde quanto l'azione, è dato per sco...

Il vero viaggiatore non conosce la sua meta

Il vero viaggiatore non conosce la sua meta, perché il suo scopo non è arrivare Lao Tsu Il viaggio della vita, senza prefiggersi mete e né desiderare alcun arrivo, semplicemente godendo di tutte le trasformazioni del qui e adesso, coscienti che la mutazione è sempre in atto, sconvolgendo l'esistenza di chi si aggrappa a certezze, tanto desiderate perché rassicuranti, ma purtroppo sempre deludenti. Il traguardo della vita non è altro che un continuo cambiamento in atto, che sarà adeguato a quello che è realizzato nel percorso e che è da conseguire specialmente da chi teme la fine della vita, affinché realizzi che l'eternità dell'esistenza è al di là di qualsiasi soluzione di continuità, immaginata da chi vive una vita materiale, al di fuori di un minimo di spiritualità. Nella società in cui viviamo, ci infarciscono di cognizioni, ma non ci insegnano a imparare a vivere, affinché fin dalla prima giovinezza riusciamo a realizzare che la vita sulla terra non è che la preparazio...

Godiamoci l'unicità insostituibile che rappresentiamo

  Non più giovani come fummo e come ancora vorremmo, ma astenendoci dall'aggettivo vecchi che non ci è congeniale, per un accordo che non abbiamo sottoscritto, liberi da modelli e convenzioni imposte, vecchi non siamo e né ci riteniamo. Siamo con tutto il piacere d'essere solo e semplicemente noi, liberi da qualsiasi schema che ci si voglia imporre. NOI, semplicemente, unicamente, ed irripetibilmente NOI. Teniamoci da conto come meritiamo. rm Home page    ARGOMENTI  

Umanoidi proiezioni affibbiate ad animali

DUNQUE: Ci sono: il coniglio timido l'oca stupida la iena ridens il leone impavido il bradipo moscio ---------- ma la TACCHINA ACIDA??? EH??? Ne eravate a conoscenza??? Iole Barberis -------------------------------------------------- Rischiai una nota, alla lezione di scienze, perché in una foto avevo scambiato dei cavernicoli per dei gorilla: Ma non vedi che sono vestiti con pelli di animali? Mi sembravano nudi. Rassegna animalesca, con umanoidi proiezioni affibbiate a esseri che tutto si sognano, meno che di uniformarsi alle psicopatie umane, con conigli in fila dallo psicoanalista, per liberarsi da angosciose timidezze, e iene ridens, molto più serie di tanti grulli, che della risata non hanno proprio idea. Gli ci vuole poco, al leone, a far l'impavido, che tanto a caccia' ci pensa la leonessa, mentre un bradipo moscio ci ammoscia ancora peggio e immaginiamo che una tacchina sia resa acida da un mal sopportato zitellaggio. Non parliamo poi delle oche giulive, m...

I cani di Chernobyl.

Curiosità 2 I cani di Chernobyl sono, di buon grado, i cani più sfigati che potevano nascere cani. Si son ritrovati in una tiepida, per gli standard Ukraini, mattina di fine Aprile a veder un sacco di gente sbigottita che veniva invitata ad abbandonare le proprie abitazioni per un “temporaneo - trasferimento - in - zone - più - sicure”. Tra quella gente c’erano gli unici legami forti che matura un cane: i suoi padroni. Adulti, bambini, oggetti di valore. Tutto si spostava, confusionariamente, verso i bus che “temporaneamente” trasferivano un piccolo mondo, fino a pochi giorni prima un wonderworld nel contesto sovietico, verso lidi più sicuri. Tutto. Non i cani. Qualcuno, probabilmente additato come il figlio di puttana in quei momenti, uccise il suo cane lì, su due piedi, chiudendo per alcune frazioni di secondo gli occhi per non fissare una diapositiva senza tempo. Un aiuto straziante. Altri sapevano che sarebbero tornati a breve: stiparono i cani in casa con tanta acqua e tanto cib...

Povero non è chi ha poco

Povero non è chi possiede poco, ma chi per quanti beni possieda, ne desidera sempre di più. Avere anziché essere, anteponendo a un'esistenza costruttiva e appagante, la predilezione per i beni materiali, che aumentano il bisogno anche quando non esiste. Una nevrosi di comportamento sorta insieme al concetto e all'uso della proprietà, quando alcuni esseri umani divennero stanziali e i primi beni furono costituiti da capanne e palafitte, riempite dai primi utensili costruiti dall'homo habilis, col concetto di possesso che ne derivò. Una compulsione divenuta esasperata nella nostra epoca, con la società dei consumi non improntata ad una economia sana, nella produzione di pochi beni utili e inoltre duraturi, ma che prospera sull'esasperata produzione degli stessi, con tecniche di marketing che producono una pubblicità che convince i più influenzabili sull'assoluta necessità di beni del tutto inutili. I questo scenario, le persone in preda alla nevrosi già ...