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Visualizzazione dei post con l'etichetta Storie o quasi

La storia "Fai da te"

Una storia senza capo, né coda, come può succedere a una storia fai da te. Una storia, che invece di rappresentare i trascorsi di qualcuno, di un evento di qualche rilevanza o un fatterello o una qualsiasi causa che possa generare una storia, acquista una personalità che manca a qualsiasi storia, tanto per dire, sarebbe come se un romanzo acquistasse un carattere che vada al di là del testo scritto. Una storia che non è tanto colpa sua, quanto di chi ha avuto la pretesa di raccontarla, che è tutto dire, per quanto sarebbe stato meglio se si fosse trattenuto, anche se poi basta poco, ovvero la risoluzione di non leggerla, cercando qualcosa che valga di più la pena. Così poi, tanto per accennare: "Due poeti, un fraticello e una chiesetta" "I primi tre per due storie che s'incontrano, che poi si aggiunge quella di un burattinaio, una chiesetta diroccata che sarà riempita da tanti burattini" Una delle storie più antiche e ancora in corso che gli studiosi ci hanno p...

Il papero che divenne un caso umano.

Per certi ricordi che ci tornano in mente, su fatti accaduti molti anni fa, ci chiediamo qual era la sensibilità che avevamo rispetto a quella che abbiamo adesso, anche nell'affrontare i fatti più banali. Fatti, ad esempio, in cui tra i protagonisti ci fossero degli animali e come può essere cambiata la considerazione che ne avevamo, rispetto a come li vediamo adesso. Un fatto che quando successe apparve del tutto banalissimo, per quanto posso ricordare. Ci ritrovammo in casa un paperino grosso poco più di un pulcino e la giustificazione di tale presenza fu di una semplicità estrema: "Una volta che sarà cresciuto, lo cucineremo" Ho già accennato come, nelle case popolari, fosse abbastanza usuale vedere su qualche terrazzino uno o più polli portati da qualcuno di famiglia dal paese, che attendevano di partecipare come succulenti protagonisti a un pranzo domenicale o alla celebrazione di qualche festività. Il fatto che fossero portati vivi e così mantenuti, era l'unico ...

Storie di un'ordinaria alienazione

Storie di un'ordinaria alienazione coltivata con passione. 1 Il lavoro che sono riuscito ad ottenere comincia alle venti della sera e termina alle otto di mattina. Quando c'è gente, il momento migliore è la sera, perché sono rimasti pochi impiegati e qualche dirigente di quelli che non possono fare a meno di tirare tardi, forse per non sembrare meno dirigenti. L'impiegato può aver fretta di uscire appena terminate le otto ore, ma un certo tipo di dirigente no, ci mancherebbe, mica è un impiegato, col poco attaccamento al lavoro che dimostrano in parecchi, accalcandosi disordinatamente intorno al lettore dei tesserini, terminato l'orario di lavoro, nemmeno fosse scoppiato un incendio. Ma sono affari loro. La maggior parte di quelli che staccano, passando il badge nel lettore proprio davanti alla mia stanza a vetri, non si curano di me e tanto meno i dirigenti, per fortuna. Solo qualcuno degli impiegati insiste nel salutarmi, per quanto mi adoperi nel far fint...