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Visualizzazione dei post con l'etichetta Reazione rivoluzione conservazione progresso

Hitler animalista soltanto a metà

Un saggio dello storico tedesco Jan Mohnhaupt analizza l’atteggiamento contraddittorio e paradossale del Terzo Reich nei confronti delle bestie di PAOLO VALENTINO, nostro corrispondente a Berlino Che fossero cani o gatti, cervi o leoni, cavalli o lupi, in pochi momenti della storia gli animali sono stati così importanti come durante il nazismo. Per dirla tutta, i primi veri animalisti furono i nazisti. E non solo perché Adolf Hitler era vegetariano, odiava la caccia e aveva probabilmente nel cane pastore femmina Blondi la sua migliore amica. In verità, appena arrivati al potere, nel 1933, i nazionalsocialisti approvarono una legge molto severa per la protezione delle bestie, mettendone al bando l’uso negli esperimenti, punendo ogni forma di tortura e maltrattamento, introducendo precise regole sulla macellazione tese a impedire inutili sofferenze. Come si concilia tutto questo con la brutalità e la crudeltà del regime hitleriano? E fu tutto oro quello che lucev...

A proposito di soggetti trainanti, gregari e imitatori.

La varietà degli esseri umani si può osservare tra i due estremi del leader e del gregario, come da chi si comporta in modo originale, rispetto a chi non sa essere altro che un imitatore. Due figure che, ad esempio, caratterizzano la moda dell'abbigliamento, in cui, al seguito dell'ideatore di una certa foggia del vestire, migliaia di persone si vestono in tal modo, sentendosi molto originali, perché sono alla moda. A proposito poi di mode, definite meglio correnti o movimenti, tra conservazione e progresso, lanciate da coloro che si posero come innovatori, i cosiddetti soggetti trainanti della società, rispetto ad un certo status quo, che fosse monarchico o borghese, si sono alternati nel tempo movimenti di rottura verso la cultura dominante, come la scapigliatura di fine ottocento, un movimento nato dal sentimento di delusione e inadeguatezza degli intellettuali dell'epoca, contrastato dal fenomeno della "belle époque", periodo tra la fine del 19° sec. e il prin...

A proposito della “banalità del male” di Hanna Arendt

Psicoterapia Scientifica 18 agosto 2021 𝗧𝗶 𝗲̀ 𝗺𝗮𝗶 𝗰𝗮𝗽𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝘁𝗼 𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝘂𝗻 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗽𝘂𝗿 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝗲𝗻𝗱𝗼𝗹𝗼 La ricerca più classica sull’obbedienza fu condotta da Milgram. Con il suo studio sperimentale, egli intendeva contribuire a una migliore comprensione delle cause che avevano consentito il verificarsi dell’Olocausto nazista. Nel suo primo studio, Milgram reclutò 40 partecipanti attraverso un annuncio pubblicitario. Nel laboratorio, lo sperimentatore spiegava che sarebbe stato usato un contesto insegnante-allievo e i partecipanti venivano indotti a credere che i ruoli sarebbero stati assegnati in modo casuale. La “vittima” in realtà era sempre un complice dello sperimentatore. Lo sperimentatore spiegava poi al partecipante (in qualità di “insegnante”) che avrebbe dovuto somministrare all’ “allievo” delle scosse elettriche di crescente intensità, ogni volta che commetteva un errore in ...

I cani di Chernobyl.

Curiosità 2 I cani di Chernobyl sono, di buon grado, i cani più sfigati che potevano nascere cani. Si son ritrovati in una tiepida, per gli standard Ukraini, mattina di fine Aprile a veder un sacco di gente sbigottita che veniva invitata ad abbandonare le proprie abitazioni per un “temporaneo - trasferimento - in - zone - più - sicure”. Tra quella gente c’erano gli unici legami forti che matura un cane: i suoi padroni. Adulti, bambini, oggetti di valore. Tutto si spostava, confusionariamente, verso i bus che “temporaneamente” trasferivano un piccolo mondo, fino a pochi giorni prima un wonderworld nel contesto sovietico, verso lidi più sicuri. Tutto. Non i cani. Qualcuno, probabilmente additato come il figlio di puttana in quei momenti, uccise il suo cane lì, su due piedi, chiudendo per alcune frazioni di secondo gli occhi per non fissare una diapositiva senza tempo. Un aiuto straziante. Altri sapevano che sarebbero tornati a breve: stiparono i cani in casa con tanta acqua e tanto cib...

Le Donne di Troppo di George Gissing

Donne Dell'Ottocento Ed ecco Rhoda Nunn, una delle protagoniste del romanzo di George Gissing ( 1857 - 1903). Nel 1893 scrive Le Donne di Troppo, spietato resoconto di una condizione di subalternità femminile e di ricerca di vie per un riscatto. Ascoltiamo Rhoda : " ( ...) Ma sai che nel nostro Felice Paese le donne sono mezzo milione in più degli uomini? (...). Così tante donne di troppo...nessuno le potrà mai prendere. I pessimisti le chiamano inutili, perse, vite sprecate. Io, ovviamente - dato che sono una di loro - la vedo in modo diverso. Io ci vedo una grande risorsa di energia. Quando una donna sparisce nel matrimonio, questa riserva offre un' alternativa per tutto il lavoro che c'è da fare al mondo. In verità non sono ancora pronte a farlo - tutto il contrario. Ed è in questo che consiste il mio aiuto - voglio preparare la riserva. ". §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§ Un concetto utilitaristico che alcuni continuano ad avere nei confronti,...

Cosmopolitismo

Cosmopolitismo, dottrina che considera ogni uomo «cittadino del mondo», sostenendo l'irrilevanza delle appartenenze nazionali. Il termine risale a Diogene il Cinico, il quale, interpellato sulla sua provenienza, rispose di essere «cosmopolita» (da κόσμος «mondo», e πολίτες «cittadino»). Quando riusciremo a vedere qualsiasi persona simile a noi, a prescindere da qualsiasi provenienza, potremmo vivere come una costrizione isolante e restrittiva l'essere abitanti di una nazione circoscritta come avviene adesso. Ma purtroppo c'è molta gente che ama vivere nella discriminazione del prossimo e ci basta pensare che nel nostro paese è nato un partito basato appunto sulla divisione e la discriminazione verso altri territori nazionali. Una organizzazione che fa pensare più al desiderio di una oligarchia territoriale, rispetto alla democrazia espressa in un'unità nazionale, a cui tutti dovrebbero aspirare, a prescindere dalle ideologie professate. Gli aderenti a tale partito si se...

Etty Hillesum

Etty Hillesum (1914 - 1943) rifiutò di salvarsi, seguendo il destino del suo popolo Esther Hillesum (questo il suo vero nome) nacque il 15 gennaio 1914 a Middelburg, in Olanda, da una famiglia della borghesia intellettuale ebraica. Viveva ad Amsterdam. Il padre, Levie (Louis) Hillesum – un uomo basso, silenzioso, schivo ma ricco di umorismo -, era un insegnante di Lingue classiche, mentre la madre, Riva (Rebecca) Bernstein, era nata a Potsjeb, in Russia, da dove era fuggita in seguito ai pogrom. Viene descritta come una donna impegnata, caotica, estroversa e dal carattere dominante. Oltre a Etty, Riva ebbe altri due figli, Yaap e Micha. In casa si respirava un’atmosfera laica e ricca di stimoli. L’ ebraismo era presente di sottofondo come sentimento di appartenenza, di fatto gli Hillesum erano fortemente integrati. Il padre lavorava anche di sabato, ma alcuni studiosi ricordano che ebbe una rigida educazione religiosa indirizzata verso il rabbi...

Il gregge, chi vi si pone fuori e chi lo cerca.

    Chi si pone nei panni della pecora nera, che sia nella famiglia o in qualsiasi altro ambiente, è malvisto e osteggiato dai più, perché infrange regole ritenute indissolubili e tramandate da generazioni, riguardo a leggi, usanze e modi, sia di pensare, che di comportarsi, rispetto ai pochi che intravedono nelle sue opinioni e nel suo comportamento, migliori prospettive di pensiero, riguardo a quelle fino a lì seguite, che si rivelano come preconcetti, anche se duri da digerire come tali da chi li ha seguiti da una vita. Se in una statistica, scopriamo che le nostre idee corrispondono a quelle della maggioranza, su qualsiasi argomento, oltre alla delusione che proviamo, per l'originalità che ritenevamo di avere, ci si profila l'urgente necessità di riesaminare accuratamente il nostro modo di pensare. Chi si stupisce in continuazione della gente che non ragiona come lui, desidera, magari inconsciamente, di far parte di una cerchia di persone che esaudisca il suo desiderio di ...

La fame e l'abbondanza

LA FAME E L'ABBONDANZA di Massimo Montanari Con la lettura di questo libro pare evidente che la dieta mediterranea ha radici ideologiche radicate nella storia: Massimo Montanari rende ovvia questa conclusione ripercorrendo la storia d'Europa dal III secolo d.C. fino ad oggi, ma analizzandola in una chiave di lettura particolare, quella del cibo e dei comportamenti alimentari. Questo percorso ha inizio nel Medioevo, dove la normativa ecclesiastica imponeva al buon cristiano di astenersi dalla carne per qualcosa come 140-160 giorni all'anno; il consumo della carne aveva infatti un'immagine "pagana" (ricordava il sacrificio degli animali). La base filosofica era comunque da ricercarsi nel pacifismo vegetariano, erede del pensiero greco ed ellenistico; di qui la necessità di alimenti alternativi e "magri". Per il Medioevo il rifiuto del cibo fu un valore spirituale, l'etica romana e poi quella cristiana credevano nella moderazione, u...

La Terza Onda

La Terza Onda è stato un esperimento sociale per dimostrare l'attrattiva esercitata dal nazismo [1] [2] , messo in atto nella prima settimana di aprile del 1967 dal professore di storia Ron Jones agli studenti del secondo anno della Cubberley High School di Palo Alto , in California , come parte dello studio della Germania nazista nell'ambito del corso di storia contemporanea da lui tenuto [3] . Jones, che non era stato in grado di spiegare ai suoi studenti come la popolazione tedesca avesse potuto usare l'ignoranza come scusante dell' Olocausto , decise di far loro sperimentare di persona situazioni simili. Jones diede quindi vita a un movimento chiamato "The Third Wave" ("La Terza Onda") e convinse i suoi studenti che fosse necessaria l'eliminazione della democrazia . Il fatto che la democrazia ponga l'accento sull'individualità fu considerato come uno svantaggio della democrazia, e Jones, nel movimento, pose l'accento...

Novecento, regia di #BernardoBertolucci (1976)

Indagine Di Una Cittadina Al Di Sopra Di Ogni Sospetto t r p S d n o s e i 7 9 Novecento costò una decina di miliardi e fu prodotto con i capitali di tre majors americane. È probabilmente il film più lungo della storia del cinema italiano, anche se presentato in due parti per motivi commerciali. Bertolucci persegue come sempre lo scopo di ricavare il massimo possibile dalle strutture produttive messegli a disposizione, e ci riesce. Il film ha un andamento circolare, inizia e termina con il 25 aprile 1945, tutto il suo contenuto – esempio tipico di incorniciatura – è costituito quindi da una sorta di flash-back (o, all’inverso, risultando l’inizio un flashforward), e racconta la storia di due famiglie, i Berlinghieri e i Dalcò, l’una ricca e borghese l’altra povera e contadina, emblematizzate in due loro esponenti, Alfredo e Olmo. Nati lo stesso giorno, saranno uniti prima nell’amicizia, poi nella rivalità, e ancora nell’indifferenza; infine l’uno, Olmo, diverrà giudice dell’altro. Nove...