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25 Febbraio 2023 - San Gerlando,

25 FEBBRAIO 2023 - SAN GERLANDO
Oggi - 25 febbraio 2023 - Sabato dopo le Ceneri, tempo di Quaresima, la Chiesa ricorda, tra i vari santi e beati, San Gerlando, conosciuto con la specificazione “d’Agrigento”, vescovo. Gerlandus (Gerlando), questo il suo nome in latino, nacque nel 1035 circa, verosimilmente nell’antica Vesontio, principato appartenente al Sacro Romano Impero (oggi Besançon, nella Francia centrale), da una nobile famiglia cattolica imparentata col nobile normanno e conte di Calabria Ruggero I d’Altavilla (1031-1101). Con molta probabilità, Gerlando scese in Italia e raggiunse la Sicilia proprio al seguito di quest’ultimo, conquistatore e primo conte dell’isola liberata nel 1086 dal dominio arabo, che lo teneva in grande considerazione. Non si sa con certezza se fosse già presbitero, ma, in seguito, fu inviato da Ruggero alla Chiesa di Mileto presso Catanzaro (Calabria centrale), quale “Primicerio” (carica delle gerarchie imperiali ed ecclesiastiche) di quella “Schola Cantorum” (“Scuola di Canto”). Nel 1088, dopo che lo stesso Conte d’Altavilla lo nominò vescovo della città di Girgenti (oggi Agrigento, sulla costa sud-occidentale della Sicilia), si adoperò alacremente per quella Chiesa con amore e carità, venendo però formalmente consacrato a Roma solo nel 1098, da Papa Urbano II (dal 1088 al 1099). Nel suo viaggio di ritorno nell’isola, passando per Bagnara vicino a Reggio Calabria, sullo stretto di Messina, predisse prodigiosamente al Priore del locale monastero, Drogone, che proprio lui sarebbe stato il suo successore nell’episcopato di Agrigento, cosa che puntualmente si avvererà alla sua morte nel 1100. Ritornato nella sua città, vescovo con tutti i crismi di validità, con vivacissima lena e sempre alla sequela di Cristo, si adoperò per la riorganizzazione della diocesi, piuttosto trascurata dopo la lunga occupazione musulmana durata dal 829 al 1086, che contava ben pochi cristiani pronti a dichiararsi tali. In soli sei anni fece edificare l'episcopio e la cattedrale, che dedicò alla Madonna e a San Giacomo (ma che nel 1305, dopo la sua morte, gli sarà dedicata) e fortificò il castello. Partecipò poi al convegno del 1098 tenuto a Mazara (oggi Mazara del Vallo, sulla costa sud-orientale della Sicilia, in provincia di Trapani), in cui il Conte Ruggero I e i Vescovi della Sicilia giunsero a un accordo per la ripartizione delle decime. Infine, sempre a lui è dato il merito di aver convertito e battezzato il nobile arabo musulmano Charnud, chiamato poi Ruggero Achmet. Gerlando morì il 25 febbraio 1100, dopo dodici anni di episcopato contrassegnato dall’amore e dalla carità. I suoi resti mortali subirono varie traslazioni per opera dei Vescovi agrigentini nel 1159 (anno in cui fu canonizzato) e 1264. Le sue reliquie sono oggi conservate nella cattedrale di Agrigento a lui dedicata, in un'urna d'argento di pregevole fattura. E’ venerato come patrono della città.
Roberto Moggi
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