Passa ai contenuti principali

200202 - Siete arrabbiati, nervosi? Non mangiate!

#TCNCH - 200202

Forse è possibile che mi sia imbattuto, in tale esortazione, anche in altre fonti, ma mi è rimasto impresso come uno dei consigli di Edgar Cayce.
Se ci si trova in preda al nervoso e all'ira per circostanze avverse, all'astio o peggio ancora verso qualche persona, insomma in balia di qualsiasi sentimento negativo, si abbia l'accortezza di astenersi dal mangiare, che sia un semplice spuntino o qualcosa di più consistente.
Perché evitare di nutrirsi in uno stato d'animo negativo?
Perché il cibo più sano e più nutriente è come se diventasse veleno.
Una spiegazione esauriente in merito è ovviamente più elaborata e riguarda i processi digestivi e di assimilazione che, disturbati e ostacolati da processi mentali negativi, non svolgono più al meglio delle loro possibilità le loro funzioni.
Abbiamo già preso in considerazione come i processi mentali possano influire su quelli dell'organismo, favorendo certi disturbi detti psicosomatici e questo testo ne rappresenta un'importantissima integrazione. da tenere in molta considerazione, per quanto a qualcuno possa sembrare di poco conto.
Ciò che mi induce ad evidenziare tale accorgimento, ha origine dall'osservazione di persone che nemmeno a tavola dimenticavano il nervosismo e la rabbia da cui erano quasi costantemente presi. Provo una sensazione abbastanza penosa, ricordando alcune di queste persone che, con i loro comportamenti, sembra come se avessero fatto di tutto per congedarsi prima dalla vita e ci riuscirono.
Se per qualcuno che si trovi in uno stato d'animo negativo, diventa difficile saltare il pasto per lo sconcerto che farebbe sorgere nei famigliari, provi a chiedere loro di rimandare il desinare di almeno una mezz'ora, con le scuse che gli sembrino più giustificabili, e faccia degli esercizi di rilassamento e di meditazione, per raggiungere o almeno avvicinarsi alla serenità che l'attività del nutrirsi richiede.
A seguito di quanto ho esposto, ho visto in una luce più ampia il rito della preghiera osservato prima di un pasto. Un rito che a chi lo osserva non può portare che benessere sia mentale che fisico.
rm

 

Commenti

Post popolari in questo blog

’A mal’èvera subbeto cresce!

’A mal’èvera subbeto cresce! La malerba subito cresce. L'erba cattiva infesta orti e prati velocemente, così il male nel mondo. Da I proverbi napoletani a cura di Gianni Polverino, Presidente presso Napoli Centro Storico. Proverbi e Tradizioni Con una metafora rappresentata dalle erbe infestanti, che sono definite anche malerbe, contro le quali combatte l'agricoltore, per preservarne i prodotti coltivati, si raffigura tutto il male che è nel mondo, che sia prodotto da fatti o da persone. All'agricoltore piacerebbe tanto che le messi, i frutti e gli ortaggi che coltiva, crescessero con la stessa facilità delle malerbe, senza lavori di scerbatura e diserbanti, ma purtroppo è il contrario che succede, come il male nel mondo che, rispetto al bene, è spesso più facile che sorga. Riguardo ai malvagi che infestano qualsiasi comunità, fa eco il detto: L'erba cattiva non muore mai, mentre a essere calpestata è quella buona, perché a farne le spese sono le persone ret...

Ricordi dispettosi.

Ricordi del passato, di certe realtà tanto cambiate, col desiderio utopico di riviverne alcune e quello indisponente che ci ostacola nel dimenticarne altre.   Ti vidi e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Parlammo e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Ci unimmo e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Fuggisti e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Provai a dimenticarti, ma niente è cambiato e tutto è restato come prima, in un ricordo che non riesco a cancellare e il mondo non è come vorrei che fosse, tornando ad essere quello che era prima. rm Home page    ARGOMENTI

’O ttuósseco manco ’e súrece ’o vvònno

Il veleno neanche i topi lo vogliono. Le cose brutte e cattive sono evitate da tutti. Da I proverbi napoletani a cura di Gianni Polverino, Presidente presso Napoli Centro Storico. Proverbi e Tradizioni Si presenta il proverbio, con una constatazione più che ovvia, su quanto tutti vorremmo riuscire ad evitare le tragedie che ci avvelenano la vita. Sembra che la sorte scelga a caso i fortunati a cui si mostra buona e caritatevole e i disgraziati a cui assegna afflizioni e sofferenze, con i primi che magari si lamentano delle più banali traversie, perché non hanno conosciuto il peggio e i secondi, tra chi è annientato dalle pene alle quali è sottoposto e vi si arrende, e chi ha la forza di reagire alle tribolazioni, uscendone temprato, con una forza d'animo che lo fa sembrare addirittura invulnerabile, come leggiamo in un'allocuzione del poeta, pittore e aforista libanese naturalizzato statunitense Khalil Gibran: “Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza....