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Quanno chiove a Ssan Felippo a ’o puveriello nun serve ’o ricco

Quanno chiove a Ssan Felippo a ’o puveriello nun serve ’o ricco.
Perché la pioggia di maggio, quella leggera, è una vera manna dal cielo, e garantisce un buon raccolto.
Ci è presentato un proverbio che è contraddetto da quello che recita "Maggio asciutto, grano pe ttutte." per l'abbondanza di grano che si otterrà se il mese non sarà piovoso
Riguardo ai lavori svolti nell'agricoltura, ogni periodo di tempo assume un aspetto che può dimostrarsi favorevole o contrario alle coltivazioni, come nei primi mesi della primavera, ad esempio, la pioggia è più che benvenuta, per far germogliare il seminativo e far crescere le piante coltivate rigogliose.
E qui il proverbio protrae l'auspicio del mal tempo fino ai giorni vicini a quello del santo celebrato, rifacendosi a tempi nei quali il clima non era stravolto da grandinate e bombe d'acqua come succede adesso, così che anche troppo spesso ci si rifà al detto:
“Grandine di maggio, stagione rovinata.”
Sia per le piante da frutto, in piena fioritura, che per qualsiasi altra coltivazione, rispetto all'adagio più auspicato:
“Acqua di maggio, vino a novembre.”
al quale segue:
“Le guazze di maggio valgon più che il trono di Salomone.”
per la benefica umidità della rugiada mattutina, che dà luogo alla desiderata raccolta di chi va per funghi, tanto da far dire:
“Fra maggio e giugno nasce un buon fungo.”
Che sia Primavera, oppure estate, una pioggia leggera apporta sempre benefici, facendo risparmiare sull'acqua che serve alle colture orticole, purché non si presenti in rovesci temporaleschi che producono vere e proprie inondazioni, come purtroppo sta avvenendo bell'epoca attuale.
C'è solo da sperare che siano applicate, in tutto il mondo, le misure adeguate a contenere l'inquinamento che, con l'effetto serra, sta facendo diventare equatoriale il clima temperato dei nostri territori, stravolgendo le perturbazioni del clima, con uragani che un tempo le cronache ci riferivano avvenire in ben altri luoghi.
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