Passa ai contenuti principali

29 Ottobre 2023 - Sant'Onorato di Vercelli

29 OTTOBRE 2023 - SANT' ONORATO DI VERCELLI
Oggi - 29 ottobre 2023 - XXX domenica del tempo ordinario, Pasqua settimanale che ha la precedenza sulle altre celebrazioni, la Chiesa ricorda, tra i vari santi e beati, Sant'Onorato, conosciuto con la specificazione “di Vercelli” che ne indica la provenienza, vescovo. Di Honoratus (Onorato), questo il suo nome in latino, si conosce pochissimo. Nacque verso la metà del 300, verosimilmente a Vercellae, nella parte nord-occidentale dell’Italia, che, nella sua interezza peninsulare, costituiva il territorio metropolitano dell'Impero Romano (oggi Vercelli, capoluogo dell’omonima provincia della regione Piemonte). Ordinato sacerdote in giovane età, divenne membro del cosiddetto “Cenobio episcopale” della sua città, una comunità per la preparazione dei sacerdoti fondata dal vescovo Eusebio (283-371), primo pastore di quella diocesi e futuro santo. Nel 396, alla morte del locale vescovo Limenio, anch’esso diventato santo, la scelta del successore cadde proprio su di lui, poiché godeva ampia stima da parte di tutto il clero cittadino, tanto che l’intero ordine sacerdotale, esacerbato da uno stato di conflitto interno, si riappacificò. La sua investitura fu particolarmente voluta dal vescovo di Milano Ambrogio (circa 339/340 - 397), anch’egli futuro santo e dottore della Chiesa, al quale legò il suo nome, con un forte legame di fede e amicizia, vissuto in quelli che erano anni difficili, caratterizzati da confronti serrati delle comunità religiose, scosse da scismi e movimenti ereticali. La sua designazione trovò invece fortissime resistenze nella società civile cittadina, agitata e sconvolta da gravi discordie, al punto da impedirne la formale ordinazione e protrarre a lungo la vacanza della sede. Tale turbamento, fu accresciuto dall’azione disgregatrice di due monaci milanesi giunti a Vercelli per predicare, che contestavano la riforma voluta dal defunto vescovo San Limenio in merito alla disciplina ascetica e al celibato dei sacerdoti, idee per altro già presenti nella “Regola di vita del clero” voluta da Sant’Eusebio, primo Pastore del centro piemontese. I due religiosi, diffondendo nella città i loro errori e soffiando con false notizie sul fuoco delle divisioni interne, alimentarono il risentimento verso il vescovo di Milano Ambrogio, presentandolo come responsabile delle agitazioni e della ritardata elezione del nuovo Pastore. Ciò nonostante, grazie proprio all’autorevole ed energico intervento dello stesso ’Ambrogio, la deprecabile situazione fu infine risolta e l’ordine in qualche modo ristabilito. Per arrivare a questo, Ambrogio dovette spende tutta la sua autorità e il suo prestigio, prima con una lunga e severa lettera ammonitrice destinata alla Chiesa vercellese (nota appunto come “Ad ecclesiam vercellensem”, che fu il suo ultimo scritto), poi recandosi personalmente a Vercelli per consacrare Onorato quale nuovo vescovo. Dal canto suo, Onorato nutrì per Sant’Ambrogio gratitudine e devozione filiale e, quando questi cadde ammalato, nella primavera del 397, accorse a Milano per assisterlo, somministrandogli il Santo Viatico prima che spirasse serenamente. Dopo circa vent’anni di episcopato, sempre vissuti alla sequela di Cristo, Onorato morì il 29 ottobre del 416 circa. Le sue spoglie riposano tutt’oggi sotto un altare laterale della cattedrale di Vercelli.
Roberto Moggi
Home page   ARGOMENTI

Commenti

Post popolari in questo blog

’A mal’èvera subbeto cresce!

’A mal’èvera subbeto cresce! La malerba subito cresce. L'erba cattiva infesta orti e prati velocemente, così il male nel mondo. Da I proverbi napoletani a cura di Gianni Polverino, Presidente presso Napoli Centro Storico. Proverbi e Tradizioni Con una metafora rappresentata dalle erbe infestanti, che sono definite anche malerbe, contro le quali combatte l'agricoltore, per preservarne i prodotti coltivati, si raffigura tutto il male che è nel mondo, che sia prodotto da fatti o da persone. All'agricoltore piacerebbe tanto che le messi, i frutti e gli ortaggi che coltiva, crescessero con la stessa facilità delle malerbe, senza lavori di scerbatura e diserbanti, ma purtroppo è il contrario che succede, come il male nel mondo che, rispetto al bene, è spesso più facile che sorga. Riguardo ai malvagi che infestano qualsiasi comunità, fa eco il detto: L'erba cattiva non muore mai, mentre a essere calpestata è quella buona, perché a farne le spese sono le persone ret...

Ricordi dispettosi.

Ricordi del passato, di certe realtà tanto cambiate, col desiderio utopico di riviverne alcune e quello indisponente che ci ostacola nel dimenticarne altre.   Ti vidi e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Parlammo e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Ci unimmo e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Fuggisti e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Provai a dimenticarti, ma niente è cambiato e tutto è restato come prima, in un ricordo che non riesco a cancellare e il mondo non è come vorrei che fosse, tornando ad essere quello che era prima. rm Home page    ARGOMENTI

’O ttuósseco manco ’e súrece ’o vvònno

Il veleno neanche i topi lo vogliono. Le cose brutte e cattive sono evitate da tutti. Da I proverbi napoletani a cura di Gianni Polverino, Presidente presso Napoli Centro Storico. Proverbi e Tradizioni Si presenta il proverbio, con una constatazione più che ovvia, su quanto tutti vorremmo riuscire ad evitare le tragedie che ci avvelenano la vita. Sembra che la sorte scelga a caso i fortunati a cui si mostra buona e caritatevole e i disgraziati a cui assegna afflizioni e sofferenze, con i primi che magari si lamentano delle più banali traversie, perché non hanno conosciuto il peggio e i secondi, tra chi è annientato dalle pene alle quali è sottoposto e vi si arrende, e chi ha la forza di reagire alle tribolazioni, uscendone temprato, con una forza d'animo che lo fa sembrare addirittura invulnerabile, come leggiamo in un'allocuzione del poeta, pittore e aforista libanese naturalizzato statunitense Khalil Gibran: “Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza....