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Un sabato qualunque o da godere

Un sabato qualunque o da godere, se riusciamo a renderlo festoso?
Niente è sbagliato se ci fa felici e, ancor di più, nella consapevolezza che la felicità può essere creata da chi è convinto di poterlo fare.
Nei leopardiani versi, sorti in un secolo che fu così diverso dal tempo d'oggidì, il più gradito giorno era quello precedente il dì di festa, per il godimento non tanto del trascorrerlo, quanto dell'appagante attesa.
Chi si è lasciato alle spalle la distinzione tra giorni feriali e festività, con la Domenica divenuta un giorno come un altro, se ha saputo mettere a frutto il saper vivere, sa che ha il potere di far sì che ogni giorno sia quello più festoso, ma quando il calendario gli annuncia il giorno che festivo lo è anche per usanza, ritorna a ricordare quando quel dì era tanto desiderato e tanto atteso, come riposo meritato per il lavoro svolto e gli si offuscano i ricordi, velati di malinconia struggente, ricordando allegre riunioni e tavolate, formate da tutti quei cari che non ci sono più.
Per chi continua la vita in questo mondo, con tutti quelli che ha visto scomparire, non gli resta che rendere festoso ogni mattino, per la bella sorpresa che gli ha tenuto in serbo, quella di averlo annoverato tra i presenti e null'altro può aver maggior valore.

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