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LUGLIO 2023 - BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO
Oggi - 16 luglio 2023 - XV domenica del tempo ordinario,
Pasqua settimanale che ha la precedenza sulle altre celebrazioni, la
Chiesa ricorda la “Beata Vergine Maria del Monte Carmelo”, detta anche
“Madonna del Carmine”. L’odierna ricorrenza, è una delle più antiche e
diffuse devozioni mariane, che trae origine dal monte Carmelo in Terra
Santa, a sua volta legato all’Ordine dei Carmelitani, che
sullo stesso ha avuto origine nel XIII secolo, quando, sull'esempio del
profeta biblico Elia, un gruppo di monaci cristiani vi si ritirò
incominciando una vita di contemplazione. Il monte Carmelo (in ebraico
“Har ha Karmell” o anche “Kerem-El”, letteralmente “Vigna di Dio”), che
si trova nell'Alta Galilea (oggi nello Stato d’Israele), è più
correttamente una catena montuosa, lunga trentanove chilometri e larga
circa otto, che si estende dal golfo di Haifa, sul Mare Mediterraneo,
fino alla pianura di Esdrelon, nell’interno. La tradizione, confermata
dal nome “Gebel Mãr Eliãs” che ancora gli arabi danno al Carmelo, lo
lega al profeta Elia (IX secolo a.C.), benché la Bibbia lo ponga in
relazione con questo monte una sola volta (1 Libro dei Re, 19, 46). Su
questa cima, nella seconda metà del XII secolo d.C., iniziarono
un'esperienza eremitica alcuni devoti pellegrini stranieri,
probabilmente giunti con le ultime crociate di quel secolo (la II, dal
1147 al 1187 e la III, dal 1189 al 1192), riuniti in “Collegium” (nel
diritto romano un'associazione retta da un proprio statuto) da Alberto
Avogadro, Patriarca di Gerusalemme (1206-1214) che diede loro anche una
“Vitæ formula” (Regola). In questo testo si dice che tali forestieri si
erano stabiliti sul Carmelo, presso quella che era chiamata la “Fonte di
Elia”, vivendo una vita spirituale in comunione tra loro. Prova di ciò
si ha anche nel fatto che, secoli dopo, la guida per i pellegrini in
lingua francese “La cité de Jerusalem” (La città di Gerusalemme),
indicherà quello stesso luogo come quello dove si erano stanziati i
“Fratelli del Carmelo” (i pellegrini eremiti), accanto a una piccola
chiesa dedicata alla vergine Maria. Tale gruppo d’eremiti, poi
spostatisi anche in occidente, si chiamò “Ordine di Santa Maria del
Monte Carmelo”, secondo il titolo che apparve per la prima volta, anche
se era certamente già in uso, in un documento di Papa Innocenzo IV (dal
1243 al 1254) datato 13 gennaio 1252. In seguito assunse l’odierna
denominazione di “Ordine dei fratelli della Beata Vergine Maria del
Monte Carmelo” (“Ordo Fratrum Beatissimae Mariae Virginis de Monte
Carmelo”), che, ovviamente, ha per patrona La Beata Vergine Maria del
Monte Carmelo. I frati di quest’ordine mendicante, detti comunemente
Carmelitani, sull'esempio di Maria e del profeta Elia, si dedicarono fin
dall’inizio alla preghiera contemplativa e all'apostolato. Tale
caratteristica costituiva i fratelli come persone poste al totale
servizio della Patrona con un culto speciale. La Vergine del Carmelo,
venerata e contemplata dai fratelli Carmelitani e da quanti in seguito
parteciperanno alla loro vita, è al centro dell'esperienza spirituale di
questo gruppo religioso, costituitosi nella Terra Santa con il fine
della perfezione evangelica, in una solitudine contemplativa centrata,
come la vita stessa di Maria, sulla preghiera continua e l'ascolto della
Parola, in un clima di semplicità, povertà e lavoro. Il riferimento che
questo titolo mariano dà al monte Carmelo è semplicemente geografico,
tant’è vero che nella manifestazione concreta dalla loro “Pietas”,
espressa subito anche nei titoli delle varie chiese, i Carmelitani
accentueranno per lo più gli aspetti della maternità divina, della
verginità, dell'Immacolata Concezione e dell'Annunciazione. Perciò,
nella tradizione primitiva, Santa Maria del Monte Carmelo è
semplicemente la Madonna quale risulta dal contesto del Vangelo, la
purissima Vergine Maria che accoglie e custodisce la Parola e col suo
“sì” diventa madre del Figlio di Dio fatto uomo. Si direbbe che i
fratelli del Carmelo guardassero a essa come ispiratrice, guida, Signora
della loro vita, centrata nella custodia contemplativa della Parola.
Nella seconda metà del XIV secolo, iniziò in Inghilterra la celebrazione
di una “Solemnis memoria beatæ Mariæ Virginis” (“Memoria solenne della
Beata Vergine Maria”), che man mano andò prendendo fisionomia completa
anche nelle varie parti liturgiche, con lo scopo preciso del ricordo e
del ringraziamento dei benefici impartiti da Maria sul Carmelo. La
celebrazione di questa memoria della beata Vergine Maria fu fissata
originariamente il 17 luglio, la data dell'ultima sessione del II
Concilio Ecumenico di Lione del 17 luglio 1274. Nel 1642, però, il
carmelitano francese Jean (Giovanni) Cheron, priore del convento di
Bordeaux, poiché il 16 luglio era la data del dono dello Scapolare da
parte della Madonna a San Simon (Simone) Stock (1165-1265), Generale
dell'Ordine Carmelitano di origine inglese, riuscì a far spostare la
memoria a tale data, senza farle perdere la fisionomia primitiva di
celebrazione della Patrona dei Carmelitani. A mano a mano, però, assunse
il carattere di festa “dell'abito”, anche in ragione dei numerosi
fedeli che erano aggregati all'Ordine per mezzo dello Scapolare, segno
di devozione alla Vergine e, insieme, della sua protezione nell'ora
della morte. Ciò che ulteriormente accentuò tale nuovo carattere fu
anche la cosiddetta “Bolla Sabbatina” con cui Papa Giovanni XXII (dal
1316 al 1334) avrebbe riferito una sua visione della Vergine, che
avrebbe promesso la liberazione dal purgatorio il primo sabato dopo la
morte per i carmelitani e anche per i confratelli dell'Ordine che
avessero osservato la castità del loro stato, fatte preghiere e portato
l'abito del Carmelo. Nella nuova orazione di colletta della Chiesa
romana, s'invoca l'aiuto della Madonna per giungere alla “Santa
Montagna” che è Cristo, indubbiamente si è voluto sommessamente
accennare al monte Carmelo e alla Vergine, il cui “munus” (per gli
antichi romani una funzione di pubblico interesse) proprio,
nell'economia della salvezza, è di condurre alla perfezione della
carità, significata dal monte che è Cristo. Così la salita al monte
Carmelo è vista nella sua esatta ottica cristologica. Roberto Moggi
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