Passa ai contenuti principali

Un dialogo con idee diverse

A fronte di indiscutibili certezze, il dubbio e l'arricchimento intellettuale dovuto a un dialogo con idee diverse.
Una delle mie tesi filosofiche preferite
è che la gente sarà d'accordo con te
solo se è già d'accordo con te.
Non riesci a cambiare la mente degli altri.
(Frank Zappa)
Una delle mie tesi filosofiche preferite è che se cerco solo gente che è d'accordo con le mie idee, non faccio altro che soddisfare il mio bisogno, sia di conferma che di approvazione altrui.
E la mia tesi continua con la convinzione di non cercare chi è granitico nelle sue certezze, ma chi, come me, è abituato a mettere in dubbio tutto ciò che sa, conscio che ciò che ignora, sovrasta di gran lunga quello che crede di sapere, grazie all'esperienza che gli ha dimostrato quante certezze si sono rivelate preconcetti.
Persone aperte al dialogo che, esprimendo la propria opinione, sono anche interessate alla reazione degli interlocutori, non per ottenere conferme, quanto punti di vista diversi, perché sanno che non si finisce mai d'imparare e che si può scoprire, in un qualsiasi interlocutore, un insegnante, magari per una piccolissima lezione che, in quanto tale, è sempre ben accetta.
E quando un dialogo del genere avviene appunto tra persone che, pur avendo opinioni differenti, sono pronte a prendere in esame anche idee che non condividono, ciò tende a creare una comunicazione che può risolversi in un godibilissimo arricchimento reciproco.
La difficoltà sta nel trovarle, persone del genere, ma anche il cercarle può risultare appassionante, anche senza lanterna e di notte, come faceva Diogene di Sinope.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il mondo è il monastero dell'uomo saggio

Il mondo è il monastero dell'uomo saggio e la vita è il suo maestro. Un eremo, un posto sperduto nel quale rifugiarsi, lontani da qualsiasi fastidio e sofferenza morale. Può rappresentare uno di quei sogni nel cassetto, che nemmeno ci si illude che possano realizzarsi, restando un castello in aria, nel quale ci si rifugia, per trovare la forza di sopportare la realtà, quando diventa troppo pesante. Per la maggior parte, resta l'unica realtà conosciuta, ma qualcuno, a poco a poco, si rende conto che l'eremo tanto sospirato ce l'ha sempre avuto davanti e non deve far altro che entrarci, anzi, non ha fatto in tempo a realizzarlo, che già ci si trova dentro e lì vi incontra il maestro che, per tutta la sua esistenza e fino a quel momento, ha ritenuto che non fosse altro che la sua vita e non l'insegnante che tanto desiderava. rm Home page    ARGOMENTI

19 Marzo 2023 - Beato Andrea Gallerani

19 MARZO 2023 - BEATO ANDREA GALLERANI Oggi - 19 marzo 2023 - essendo la IV domenica “Laetare” (verbo latino che significa letteralmente “Rallegrati”) del tempo di Quaresima, alla luce del Calendario Liturgico Generale, non si celebra la solennità di San Giuseppe sposo della Beata Vergine Maria, normalmente celebrata in questo giorno, trasferita a domani lunedì 20 marzo. L'espressione “domenica Laetare”, deriva dallo incipit (inizio) dell'introito nella messa odierna, che, in latino, inizia con “Laetare Jerusalem” (che significa “Rallégrati, Gerusalemme”). La Chiesa, infatti, nel mezzo del duro cammino quaresimale, con questa particolare domenica vuole sostenere i fedeli e ravvivarne la speranza e la gioia per la Pasqua che si avvicina. In questo giorno sospende le tristezze della Quaresima: i canti della messa non parlano che di gioia e di consolazione, si fa risentire l’organo, rimasto muto nelle tre domeniche precedenti e si sostituiscono i paramenti viola con quelli r...

23 Aprile 2023 - San Giorgio martire

23 APRILE 2023 - SAN GIORGIO Oggi - 23 aprile 2023 - III domenica di Pasqua, Pasqua settimanale che ha la precedenza sulle altre celebrazioni, la Chiesa ricorda San Giorgio, martire. Di Georgius (Giorgio), questo il suo nome in latino, ad eccezione del martirio si hanno pochissime notizie, provenienti per lo più dal “Passio Georgii” (“Passione di Giorgio”), ampliato nel corso dei secoli e che il “Decretum Gelasianum” (“Decreto Gelasiano”) del 496 classifica tra le opere apocrife. Alla luce di questo, si può desumere che Giorgio nacque attorno alla seconda metà del 200, nella Provincia Imperiale Romana di Cappadocia (oggi nella parte centrale della Turchia asiatica), dai genitori Geronzio, di origine persiana, e Policronia, cappadoce, probabilmente entrambi cristiani. Ebbe un’eccellente educazione, che gli aprì le strade verso le più alte cariche pubbliche, ma lui, a un certo punto, decise di intraprendere la carriera militare e si arruolò, venendo destinato a un reparto di stanza...