Passa ai contenuti principali

L'astensione da qualsiasi giudizio

Equilibrio mentale, pace e serenità ottenuti con l'astensione da qualsiasi giudizio

La legge della Potenzialità Pura si basa sulla constatazione che l'uomo, nel suo stato essenziale, è coscienza pura, ovvero potenzialità pura, ovvero campo di possibilità illimitate e di creatività infinita. La coscienza pura è la sua essenza spirituale.
............................................................
Uno dei sistemi per raggiungere questo obiettivo si avvale del silenzio, della meditazione e dall'astensione dal giudizio.
da Le sette leggi spirituali del successo di Deepak Chopra
Quello che qui prendo in considerazione è l'assenza di giudizio.
Ci alziamo la mattina e ci imponiamo un impegno, quello di non giudicare niente e nessuno fino a quando ci coricheremo per la notte. Per alcuni non è facile, per altri molto difficile, per altri ancora semplicemente impossibile. Non criticare, non giustificare, ma semplicemente osservare quello che succede intorno a noi, praticando una serena osservazione sulle persone e i fatti del giorno, seguita da una serena accettazione.
Tale esercizio tende ad attenuare se non eliminare l'abitudine a giudicare, che si rivela una vera e propria dipendenza dalla quale è difficile liberarsi.
Un altro risultato importante è l'attenuazione se non l'eliminazione della presunzione in cui inconsciamente indulgiamo giudicando.
Chi non ci ha mai provato, non sa quale serenità si provi via via che si riesce a perfezionare tale atteggiamento. Quanta serenità e liberazione dalle pastoie di sentimenti critici e negativi che, a lungo andare, degradano irreversibilmente il nostro modo di pensare, rendendo la vita spesso simile all'inferno in terra, anche se non ce ne accorgiamo, convinti di trascorrere una vita pressoché normale. Guardiamoci intorno e osserviamo quante persone piene di bile trascorrono il tempo a bofonchiare sulle abitudini della gente, sulla politica, su quanto è brutta l'umanità, in un continuo rimuginare che le fa vivere al peggio delle loro possibilità, per quanto poi riescano a vivere, perché sono inconsciamente impegnate in un suicidio a breve, medio o lungo termine, per quanto riesce a resistere il loro organismo martoriato quotidianamente da pensieri distruttivi. Davanti a questi quadri deprimenti, diciamo: GRAZIE, PREFERISCO VIVERE!!!


 

Commenti

Post popolari in questo blog

’A mal’èvera subbeto cresce!

’A mal’èvera subbeto cresce! La malerba subito cresce. L'erba cattiva infesta orti e prati velocemente, così il male nel mondo. Da I proverbi napoletani a cura di Gianni Polverino, Presidente presso Napoli Centro Storico. Proverbi e Tradizioni Con una metafora rappresentata dalle erbe infestanti, che sono definite anche malerbe, contro le quali combatte l'agricoltore, per preservarne i prodotti coltivati, si raffigura tutto il male che è nel mondo, che sia prodotto da fatti o da persone. All'agricoltore piacerebbe tanto che le messi, i frutti e gli ortaggi che coltiva, crescessero con la stessa facilità delle malerbe, senza lavori di scerbatura e diserbanti, ma purtroppo è il contrario che succede, come il male nel mondo che, rispetto al bene, è spesso più facile che sorga. Riguardo ai malvagi che infestano qualsiasi comunità, fa eco il detto: L'erba cattiva non muore mai, mentre a essere calpestata è quella buona, perché a farne le spese sono le persone ret...

Ricordi dispettosi.

Ricordi del passato, di certe realtà tanto cambiate, col desiderio utopico di riviverne alcune e quello indisponente che ci ostacola nel dimenticarne altre.   Ti vidi e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Parlammo e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Ci unimmo e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Fuggisti e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Provai a dimenticarti, ma niente è cambiato e tutto è restato come prima, in un ricordo che non riesco a cancellare e il mondo non è come vorrei che fosse, tornando ad essere quello che era prima. rm Home page    ARGOMENTI

’O ttuósseco manco ’e súrece ’o vvònno

Il veleno neanche i topi lo vogliono. Le cose brutte e cattive sono evitate da tutti. Da I proverbi napoletani a cura di Gianni Polverino, Presidente presso Napoli Centro Storico. Proverbi e Tradizioni Si presenta il proverbio, con una constatazione più che ovvia, su quanto tutti vorremmo riuscire ad evitare le tragedie che ci avvelenano la vita. Sembra che la sorte scelga a caso i fortunati a cui si mostra buona e caritatevole e i disgraziati a cui assegna afflizioni e sofferenze, con i primi che magari si lamentano delle più banali traversie, perché non hanno conosciuto il peggio e i secondi, tra chi è annientato dalle pene alle quali è sottoposto e vi si arrende, e chi ha la forza di reagire alle tribolazioni, uscendone temprato, con una forza d'animo che lo fa sembrare addirittura invulnerabile, come leggiamo in un'allocuzione del poeta, pittore e aforista libanese naturalizzato statunitense Khalil Gibran: “Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza....