Passa ai contenuti principali

L'appuntamenro (lontani)

 


ricorre 
l'atteso momento

lasciare
incompiuta ogni cosa

uscire
veloce in istrada

entrare
nel chiasso e aspettare

- Buon giorno, desidera?
- Buon giorno, un gettone, per cortesia.

tintinnìo
di bicchieri sbattuti

vociare
confuso di gente

rumore
di macchina espressa

miscuglio
di musica e voci

poi te

- Pronto? Ciao Lillì, come stai?

l'eco lontano
di te
trascorsi momenti
richiama

costretti dagli altri
non dire
ti amo

lontani
sentiamo
noi stessi parlare

- ... stanno ridendo, perché sto facendo su e giù...

felici ascoltarci
non dire ti amo
perché c'è la gente

più niente
è importante
di ciò che mi giunge

il bar non esiste

la gente non c'è

- ...poi sono rientrato e mi sono messo a...

noi
ieri da soli

i brevi momenti

i tuoi occhi
lucenti

il tuo caldo
sorriso

il tuo viso
ridente

mia Lilli
tesoro
che vivi
di niente

che vivo
per te

- ...mi ha chiamato un collega e mi ha chiesto se gli scrivevo...

banali parole
scambiamo
felici

lontani
sentiamo
noi stessi parlare

non dire
ti amo
perché c'è la gente

mio piccolo
fiore
che vivi
di niente

- ... ora torno su e cerco di concludere...
- ... telefoni? ...

più nulla
è importante
di ciò che mi giunge

immagini vive
del tempo trascorso

noi
ieri da soli

i brevi momenti

i tuoi occhi
lucenti

il tuo viso

il tuo corpo

il tuo dolce
sorriso

il tuo fiore
non colto

il tuo cuore

mia Lilli

il tuo amore
per me

- ... sto bene ...

guardarti

-... lavoro...

amarti

- ... io studio ...

volerti

- ... mi senti? ...

Lillina
al di fuori
del tempo

favola vera
della mia vita

unico fiore
del mio giardino

piccolo cuore
pieno d'amore

- ... e ci sentiamo stasera, ciao.

metallico
suono finale
di un mondo
diveerso
dal nostro

vociare
confuso di gente

miscuglio
di musica e voci

- Buon giorno.
- Buon giorno.

bel tempo

nel sole
tornare

scoprire
il sereno del cielo

ritorna
la mente al passato

all'appuntamento
lontani

pur tanto vicini
col cuore

attende
il lavoro finale

speranza
di giorni a venire

non sboccia
il mio fiore

mi attende
nel tempo

lo scrigno prezioso

ripieno di stelle 

preziosi gioielli 

che attendono me.

rm

Home page   ARGOMENTI

Commenti

Post popolari in questo blog

’A mal’èvera subbeto cresce!

’A mal’èvera subbeto cresce! La malerba subito cresce. L'erba cattiva infesta orti e prati velocemente, così il male nel mondo. Da I proverbi napoletani a cura di Gianni Polverino, Presidente presso Napoli Centro Storico. Proverbi e Tradizioni Con una metafora rappresentata dalle erbe infestanti, che sono definite anche malerbe, contro le quali combatte l'agricoltore, per preservarne i prodotti coltivati, si raffigura tutto il male che è nel mondo, che sia prodotto da fatti o da persone. All'agricoltore piacerebbe tanto che le messi, i frutti e gli ortaggi che coltiva, crescessero con la stessa facilità delle malerbe, senza lavori di scerbatura e diserbanti, ma purtroppo è il contrario che succede, come il male nel mondo che, rispetto al bene, è spesso più facile che sorga. Riguardo ai malvagi che infestano qualsiasi comunità, fa eco il detto: L'erba cattiva non muore mai, mentre a essere calpestata è quella buona, perché a farne le spese sono le persone ret...

Ricordi dispettosi.

Ricordi del passato, di certe realtà tanto cambiate, col desiderio utopico di riviverne alcune e quello indisponente che ci ostacola nel dimenticarne altre.   Ti vidi e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Parlammo e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Ci unimmo e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Fuggisti e tutto cambiò, niente sarebbe stato come prima. Provai a dimenticarti, ma niente è cambiato e tutto è restato come prima, in un ricordo che non riesco a cancellare e il mondo non è come vorrei che fosse, tornando ad essere quello che era prima. rm Home page    ARGOMENTI

’O ttuósseco manco ’e súrece ’o vvònno

Il veleno neanche i topi lo vogliono. Le cose brutte e cattive sono evitate da tutti. Da I proverbi napoletani a cura di Gianni Polverino, Presidente presso Napoli Centro Storico. Proverbi e Tradizioni Si presenta il proverbio, con una constatazione più che ovvia, su quanto tutti vorremmo riuscire ad evitare le tragedie che ci avvelenano la vita. Sembra che la sorte scelga a caso i fortunati a cui si mostra buona e caritatevole e i disgraziati a cui assegna afflizioni e sofferenze, con i primi che magari si lamentano delle più banali traversie, perché non hanno conosciuto il peggio e i secondi, tra chi è annientato dalle pene alle quali è sottoposto e vi si arrende, e chi ha la forza di reagire alle tribolazioni, uscendone temprato, con una forza d'animo che lo fa sembrare addirittura invulnerabile, come leggiamo in un'allocuzione del poeta, pittore e aforista libanese naturalizzato statunitense Khalil Gibran: “Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza....