Passa ai contenuti principali

210217 - La felicità è dentro di noi.

#TCNCH - 210217

Se non siamo felici, possiamo accampare le ragioni più plausibili per giustificare il nostro stato, ma in ogni caso, abbiamo fatto la scelta sbagliata.
La felicità è dentro e intorno a noi, basta cercarla.
Per quanto le circostanze siano avverse e la salute desti delle preoccupazioni, fermiamoci, assumiamo la posizione che ci è più facile per stare comodi e iniziamo a respirare lentamente.
Iniziamo espirando e contraendo l'addome, poi rilassandolo, iniziamo a inspirare e contraiamo l'addome ad ogni espirazione, più lentamente possibile, ma nel modo più naturale, senza mai forzare.
Inspirando, concentriamoci fino a percepire l'energia vitale che assumiamo e immaginiamola intrisa di felicità.
Visualizziamo l'energia come una luce splendente che rivitalizza tutti gli esseri intelligenti (le cellule) che costituiscono il nostro corpo e concentriamoci nell'indirizzarla verso le parti più sofferenti.
Espirando, immaginiamo di espellere una sostanza scura, dovuta alle tossine che l'energia benefica ha bruciato ed eliminato.
Via via che procederemo nell'esercizio, le cellule del nostro organismo reagiranno positivamente per il piacere che stiamo loro procurando e avvertiremo come dei brividi piacevoli specialmente nel tronco e poi negli arti.
L'energia vitale che immaginiamo anche piena di felicità, oltre al corpo, pian piano riempirà la nostra mente.
Questo esercizio rappresenta un'ottima cura per la salute fisica e mentale.
Più riusciremo a respirare lentamente, dividendo le fasi di inspirazione ed espirazione in addominale, mediana e alta, più riusciremo a percepire, oltre all'ossigeno, l'energia come una sostanza più fine e rinfrescante.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il mondo è il monastero dell'uomo saggio

Il mondo è il monastero dell'uomo saggio e la vita è il suo maestro. Un eremo, un posto sperduto nel quale rifugiarsi, lontani da qualsiasi fastidio e sofferenza morale. Può rappresentare uno di quei sogni nel cassetto, che nemmeno ci si illude che possano realizzarsi, restando un castello in aria, nel quale ci si rifugia, per trovare la forza di sopportare la realtà, quando diventa troppo pesante. Per la maggior parte, resta l'unica realtà conosciuta, ma qualcuno, a poco a poco, si rende conto che l'eremo tanto sospirato ce l'ha sempre avuto davanti e non deve far altro che entrarci, anzi, non ha fatto in tempo a realizzarlo, che già ci si trova dentro e lì vi incontra il maestro che, per tutta la sua esistenza e fino a quel momento, ha ritenuto che non fosse altro che la sua vita e non l'insegnante che tanto desiderava. rm Home page    ARGOMENTI

19 Marzo 2023 - Beato Andrea Gallerani

19 MARZO 2023 - BEATO ANDREA GALLERANI Oggi - 19 marzo 2023 - essendo la IV domenica “Laetare” (verbo latino che significa letteralmente “Rallegrati”) del tempo di Quaresima, alla luce del Calendario Liturgico Generale, non si celebra la solennità di San Giuseppe sposo della Beata Vergine Maria, normalmente celebrata in questo giorno, trasferita a domani lunedì 20 marzo. L'espressione “domenica Laetare”, deriva dallo incipit (inizio) dell'introito nella messa odierna, che, in latino, inizia con “Laetare Jerusalem” (che significa “Rallégrati, Gerusalemme”). La Chiesa, infatti, nel mezzo del duro cammino quaresimale, con questa particolare domenica vuole sostenere i fedeli e ravvivarne la speranza e la gioia per la Pasqua che si avvicina. In questo giorno sospende le tristezze della Quaresima: i canti della messa non parlano che di gioia e di consolazione, si fa risentire l’organo, rimasto muto nelle tre domeniche precedenti e si sostituiscono i paramenti viola con quelli r...

23 Aprile 2023 - San Giorgio martire

23 APRILE 2023 - SAN GIORGIO Oggi - 23 aprile 2023 - III domenica di Pasqua, Pasqua settimanale che ha la precedenza sulle altre celebrazioni, la Chiesa ricorda San Giorgio, martire. Di Georgius (Giorgio), questo il suo nome in latino, ad eccezione del martirio si hanno pochissime notizie, provenienti per lo più dal “Passio Georgii” (“Passione di Giorgio”), ampliato nel corso dei secoli e che il “Decretum Gelasianum” (“Decreto Gelasiano”) del 496 classifica tra le opere apocrife. Alla luce di questo, si può desumere che Giorgio nacque attorno alla seconda metà del 200, nella Provincia Imperiale Romana di Cappadocia (oggi nella parte centrale della Turchia asiatica), dai genitori Geronzio, di origine persiana, e Policronia, cappadoce, probabilmente entrambi cristiani. Ebbe un’eccellente educazione, che gli aprì le strade verso le più alte cariche pubbliche, ma lui, a un certo punto, decise di intraprendere la carriera militare e si arruolò, venendo destinato a un reparto di stanza...