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Quanno chiove a Ssan Felippo a ’o puveriello nun serve ’o ricco

Quanno chiove a Ssan Felippo a ’o puveriello nun serve ’o ricco. Perché la pioggia di maggio, quella leggera, è una vera manna dal cielo, e garantisce un buon raccolto. Da I proverbi napoletani a cura di Gianni Polverino, Presidente presso Napoli Centro Storico. Proverbi e Tradizioni Ci è presentato un proverbio che è contraddetto da quello che recita "Maggio asciutto, grano pe ttutte." per l'abbondanza di grano che si otterrà se il mese non sarà piovoso Riguardo ai lavori svolti nell'agricoltura, ogni periodo di tempo assume un aspetto che può dimostrarsi favorevole o contrario alle coltivazioni, come nei primi mesi della primavera, ad esempio, la pioggia è più che benvenuta, per far germogliare il seminativo e far crescere le piante coltivate rigogliose. E qui il proverbio protrae l'auspicio del mal tempo fino ai giorni vicini a quello del santo celebrato, rifacendosi a tempi nei quali il clima non era stravolto da grandinate e bombe d'acqua come ...

Santissima Trinità

Oggi - 26 maggio 2024 - VIII domenica del tempo ordinario, la Chiesa celebra la solennità della Santissima Trinità, una celebrazione cosiddetta mobile, che cade la domenica successiva a quella di Pentecoste. La festa odierna officia il dogma del Mistero di Dio contemporaneamente uno e trino, composto di tre Persone uguali e distinte: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, un mistero tanto grande, ma vicino a tutti noi. Al riguardo, il Catechismo della Chiesa Cattolica dice: «… La Trinità è una. Noi non confessiamo tre dèi, ma un Dio solo in tre Persone, la "Trinità consostanziale”. Le Persone divine non si dividono l'unica divinità, ma ciascuna di esse è Dio tutto intero: “Il Padre è tutto ciò che è il Figlio, il Figlio tutto ciò che è il Padre, lo Spirito Santo tutto ciò che è il Padre e il Figlio, cioè un unico Dio quanto alla natura”. “Ognuna delle tre Persone è quella realtà, cioè la sostanza, l'essenza o la natura divina” …» (CCC, Parte I, Sez. II, III...

San Filippo Neri

Il 26 maggio, la Chiesa celebra la memoria obbligatoria di San Filippo Neri, sacerdote. Filippo Romolo, questi i suoi nomi di battesimo, ma chiamato solo col primo, nacque il 21 luglio 1515 a Firenze, allora capitale dell’omonima repubblica oligarchica, governata da un consiglio noto come “Signoria”, a capo della quale era il “Gonfaloniere”. Filippo era il secondogenito dei quattro figli della famiglia Neri, originariamente agiata ma poi decaduta. Il padre Francesco era un notaio che, per mancanza di clienti, finì per dedicarsi all’alchimia, mentre la madre, Lucrezia da Mosciano, proveniva da una modesta famiglia rurale. Quando la mamma morì con il quarto figlio che stava partorendo, lasciandolo orfano in tenera età, il padre si risposò con una donna buona e pia, che instaurò, con lui e i suoi fratelli, un affettuoso rapporto. Filippo, molto sensibile e dal carattere gentile e amorevole, era per questo chiamato abitualmente col vezzeggiativo di "Pippo buono”, che gli...

Nun ave ’o ddóce a ccaro chi primma nun ha pruvato ll’amaro

Nun ave ’o ddóce a ccaro chi primma nun ha pruvato ll’amaro. Non si apprezza a fondo il benessere e la buona salute se non prima di aver sopportato la fame o qualche malattia. Da I proverbi napoletani a cura di Gianni Polverino, Presidente presso Napoli Centro Storico. Proverbi e Tradizioni I migliori insegnanti che si possono incontrare nella vita, a volte severi, se non del tutto spietati, sono rappresentati dalla povertà e dai malanni, nei quali spesso si incorre già in giovane età, come ci ricorda il proverbio qui mostrato, rispetto alle lezioni ricevute da chi ha iniziato e continua a trascorrere la vita negli agi e in salute. I disagi e le malattie inducono a uno stato di sofferenza, parola che deriva dalla radice latina sub, "sotto" e ferre "portare", ed indica il sopportare, il tollerare, il resistere a qualcosa di penoso, che fa soffrire. Leggiamo come i punti di vista di scrittori, filosofi, scienziati e artisti, sul dolore e la sofferenza sono s...

San Gregorio VII papa

Oggi - 25 maggio 2024 - sabato della VII settimana del tempo ordinario, la Chiesa celebra la memoria facoltativa di San Gregorio VII, papa (obbligatoria nella diocesi di Roma). Ildebrando, questo il suo nome di battesimo, nacque in data imprecisata che, secondo alcune fonti, sarebbe compresa fra il 1013 e il 1024 e, secondo altre, fra il 1020 e il 1025, a Soana nei pressi di Grosseto, nella Maremma toscana (oggi Sovana, frazione di Sorano in provincia di Grosseto, regione Toscana), tanto da essere noto anche come “Ildebrando di Soana”. La tradizione popolare lo vuole rampollo della nobile casata Aldobrandeschi, che nel corso del Medioevo dominò vasti feudi nella zona della Maremma e del Monte Amiata, ma non ci sono prove a sostegno di questa tesi ed è più probabile che sia venuto alla luce in una famiglia di modesta estrazione. In giovane età si trasferì a Roma, dove probabilmente - sull’esempio dello zio (abate del monastero benedettino romano di Santa Maria sul colle A...

’E ricche comme vònno, ’e pezziente comme pònno

’E ricche comme vònno, ’e pezziente comme pònno. Le persone ricche hanno la possibilità di fare delle scelte, mentre i poveri purtroppo devono accontentarsi. Da I proverbi napoletani a cura di Gianni Polverino, Presidente presso Napoli Centro Storico. Proverbi e Tradizioni È a presentarci, il proverbio, la contrapposizione esistita in quasi ogni società, tra abbienti e indigenti, con le ampie possibilità di scelta comuni ai primi, rispetto alle esigue dei secondi, con l'agiatezza che permette la soddisfazione, non solo dei beni primari o di esistenza, ma anche del lusso e del superfluo, rispetto alla povertà, che fa diventare un lusso anche i beni strettamente necessari. Al povero manca il pane, mentre al ricco, se può mancare qualcosa, magari è l'appetito. Leggiamo in una frase attribuita a Luciano De Crescenzo, come possa influire l'atteggiamento con cui si valuta quanto si ritiene di essere ricchi, oppure poveri: “La ricchezza è una condizione relativa: è ricc...

Beata Vergine Maria Ausiliatrice

24 maggio 2024 - venerdì della VII settimana dl tempo ordinario, la Chiesa ricorda, oltre ai vari beati e santi, la Beata Vergine Maria Ausiliatrice. Il significato dell’aggettivo e sostantivo “Ausiliatrice”, che costituisce questo titolo mariano, è quello di “Colei che sostiene e aiuta, soprattutto spiritualmente”, per cui Maria Ausiliatrice, la Madonna, è la soccorritrice di chi si rivolge a Lei. “Auxilium Christianorum” (Aiuto dei Cristiani), è un titolo proprio delle Litanie lauretane del Rosario ed è un patrimonio della Chiesa universale. Le litanie lauretane (dette anche “della beata Vergine Maria”) sono una supplica in forma di litania che nella Chiesa cattolica latina sono rivolte a Dio e alla Vergine Maria. Sono così chiamate perché diventate famose per l'uso che se ne fa nella Santa Casa di Loreto (provincia di Ancona, regione Marche) a partire dalla prima metà del secolo XVI. L’invocazione “Auxilium Christianorum, ora pro nobis” (Aiuto dei cristiani prega ...